8月4日
THEY DROPPED THE BOMB
Da ieri la Casa ufficialmente non esiste più. Probabilmente anche da un pò più di tempo, ma nn ci eravamo mai presi troppo la briga di andar a controllare.
Forse per disinteresse. Per fiacchezza. Oppure per paura. O nostalgia.
E una volta che ci siamo decisi a compiere questo passo, siamo rimasti atteriti.
Di quel luogo semi-abbandonato nel quale trascorremmo l'estate di oramai tre anni fa non rimane altro che un cratere e delle ruspe che lavorano tutto intorno.
Non ci sono più tracce di niente di quel che fu; non soltanto è stata abbattuta la casa, ma anche tutta la zona circostante. Un lato di quella vecchia corte è stato spazzato via. E con esso si sono sbriciolati i segni tangibili del nostro passaggio: le varie scritte e i vari pezzi scritti sui muri, sugli intonaci, sugli stipiti da un branco di ragazzi in quella che sempre sarà ricordata come la loro "estate punk". Quel luogo, che prima di noi aveva ospitato un ricurvo ossuto vecchietto che si era fatto le sue belle battaglie nella seconda guerra mondiale, sicuramente su un forte deterrente per lo svolgimento "punk" di quella stagione: la Casa era il nostro covo, arredato come la casa di Stevo nel film SLC punks, nel quale ci rifugiavamo dal caldo godendoci le giornate, bevendo a volte, e ascoltando musica. Qualcuno ogni tanto usciva dalle grandi finestre sul balconcino tremolante a godersi una sigaretta.
Vedendo quelle macerie ieri mi sono sentito un pò amareggiato...o meglio ancora sconfitto.
Si, sconfitto e impotente davanti a quello spettacolo raso terra.
Mi è venuto da chiedermi come si dovessero essere sentiti i punx che popolavano via Correggio, qua a Milano negli anni ottanta, il giorno che videro le benne sventrare il loro centro sociale (anche se so bene che la nostra Casa niente aveva di un centro sociale e mai lo sarebbe potuto divenire. Ne mai abbiamo pensato a trasformarcelo). Probabilmente il sentimento di molti di loro fu lo stesso, indipendentemente dalla rabbia o dalla rassegnazione; quel senso di spossatezza e di voglia ,quasi, di chiudere il sipario su quell' esperienza adesso, prima che i prossimi avvenimenti ne possano definitivamente deturpare la memoria.